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Intervista FMP – Yeye “Vi racconto i miei Cumuli di robe e di spade…”

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Yeye “Vi racconto i miei Cumuli di robe e di spade…”





Protagonista di una delle canzoni più belle degli 883, Cumuli, Alberto Marchesi in arte “Yeye”, carissimo amico di infanzia di Max Pezzali, si racconta per noi di FMP.
Ecco l’intervista completa:

– Ciao Alberto, come stai? Innanzitutto grazie per aver accettato.
Bene, grazie a voi!

– Iniziamo dal tuo soprannome Ye Ye, puoi raccontarci come nasce?
Arrivo da una generazione in cui la tecnologia non era presente come oggi, passavamo i pomeriggi a giocare a carte e una volta, ascoltando la canzone “ Paradise site” dei Guns’N’Roses, “Ye Ye” era l’unica parola che sapevo cantare di quella canzone, i miei amici mi dicevano: “Non cantare Ye Ye ma gioca a carte”, da quel momento hanno tutti iniziato a chiamarmi così compreso mia madre!

La copertina del libro Cumuli
La copertina del libro Cumuli

– Da quanto tempo conosci Max e come vi siete conosciuti?
Ci siamo conosciuti a scuola superiore a 14 anni.

– Puoi raccontarci un episodio particolare?
Ecco, ora Max mi denuncia!
Ce ne sono tantissimi, quello che ricordo maggiormente è quando siamo andati a comprare la sua prima Harley, guidavo io perché ero più pratico, era settembre e faceva freddo ma io ero a maglia maniche corte.
Fu così che Max mi prestò la sua giacca di pelle, firmata Harley, che ha utilizzato nel video “Sei un mito”, quando l’ho accompagnato a casa mi ha detto che potevo tenermela e che me l’avrebbe regalata dicendomi: “Ha portato fortuna a me e spero che ne porti tanta anche a te”.
Da quel momento la conservo con cura e mi ha veramente portato fortuna!
Un altro episodio che ricordo è quando ero in ospedale con un braccio rotto, il 23 Dicembre, Max e tutti gli altri della compagnia mi venivano a trovare, l’ospedale era diventato una festa!
Non c’è stata una volta in cui non mi sono divertito con Max, eravamo persone semplici, stavamo al bar Dante aspettando che arrivasse il latte e poi si andava a casa.

– Sei il protagonista di una delle sue più belle canzoni, “Cumuli”, vuoi dirci qualcosa a riguardo? Come ti senti ad esserne protagonista?
Speravo che questa canzone non fosse mai stata scritta, per gli errori fatti da me, ma non si può piangere sul latte versato.
Io arrivo da un periodo in cui la droga era all’ordine del giorno e in un momento di debolezza ci sono cascato, avendo avuto poi le forze di ricominciare e riprendermi dopo una terapia lunga 3 anni.

– Max nella parte finale della canzone canta “Eccoti qui contento che ti abbiamo aspettato racconta un po’, che cos’è che ti facevan fare in comunità, siam fieri di te…” Che rapporto hai ad oggi con Max?
Tra me e Max c’è un rapporto speciale, passiamo mesi senza vederci, ma esistono delle cose che non puoi spiegare se hai del feeling con una persona, è un sensore di DNA.
Gli amici te li cerchi, ma quando c’è un affiatamento particolare il rapporto rimane uguale anche quando non ti vedi per tanto tempo.
Siamo una banda di coglioni, non prendiamo la vita sul serio.
Prendi una cosa di una massima importanza con la minima importanza e viceversa, magari quando vado a trovare Max ci guardiamo in faccia senza salutarci e iniziamo a ridere.

– Perché hai deciso, nel 1993, di scrivere il libro “Cumuli di roba e di spade”?

Il libro racconta come è difficoltosa la vita post riabilitazione e com’è complicato reinserirsi nella vita, iniziare e ricominciare.
Drogarsi è semplice perché tutti hanno perso fiducia in te, ormai hai quel marchio.
Io ho smesso di drogarmi nel ‘90 ma gli altri lo ricordano ancora, ora ci sono periodi che non bevo nemmeno alcolici, quelle epoche lì, invece, erano caratterizzate dalla droga, eroina, cocaina e poche persone si sono salvate da questa esperienza.
Il momento dell’adolescenza è quello che ti rimane di più, inizi ad uscire di casa e inizi a camminare con le tue gambe, è il periodo più bello e Hanno ucciso l’uomo ragno rappresenta proprio questo, la fine dell’adolescenza.

– Sempre nella canzone Max canta “Il martedì di carnevale a uova e farina seduti lì, io e te a far brillare raudi e micette e poi scappare da Dio” vuoi raccontarci quegli anni li?
Adesso c’è halloween, prima c’era carnevale e noi ci divertivamo a tirare uova e farina alle ragazze, ma non ne prendevamo mai una e tornavamo a casa “impacchettati”. Cose tipiche di me e Max!

– Tu e Max avete comprato tre struzzi di nome Willy, Golda ed Eva… Vuoi spiegare questo simpatico aneddoto?
Gli struzzi li abbiamo ancora, doveva essere l’allevamento del futuro ma hanno fatto 2 uova in 20 anni!

Cisco - Max - Yeye
Cisco, Max e Yeye

– Un aggettivo per descrivere Max?
È un bravo ragazzo

– Eri amico anche di Mauro Repetto? Nel libro che Max ha scritto, “I cowboy non mollano mai”, si racconta di quando tu andavi a trovarlo in cantina dove lui e Mauro scrivevano i loro pezzi.
Mauro l ho sentito qualche tempo fa mentre ero a Parigi.
Quando andavo a trovarli, in cantina c’era una vetrina con tanti liquori e io ho bevuto l’intera collezione di whisky del papà di Max.
Dopo la riabilitazione il papà di Max mi ha detto: “L’importante è che tu sia qui, un whisky si ricompra, la vita no…”.
A distanza di anni gli ho regalato qualche bottiglia.

– Quel è la tua canzone preferita dell’intera discografia di Max?
Nord sud ovest est

– Abbiamo intervistato anche Cisco, vi sentite ancora? Vuoi mandargli un saluto?
Ho i tartufi, lui non va mai a cercarli ma li mangia volentieri.

LEGGI ANCHE: La nostra intervista a Cisco

– Potresti fare un saluto ai fan della pagina?
Le persone diventano famose grazie ai fan quindi sono i primi che voglio salutare. (Guarda video in basso)




Intervista realizzata ad Admin Erika il 19 Ottobre 2016.

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2 commenti

  1. Contentissima del fatto che Alberto sia ancora vivo, per anni sono stata convinta che “se tornerai” e “la rana e lo scorpione” fossero dedicate a lui… Che la fine della droga per Alberto fosse stata una parentesi e poi avesse fatto una finaccia. Invece evidentemente l’amico delle altre due canzoni è un’altra persona.

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