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Uno scrittore chiamato Max Pezzali…




Uno scrittore chiamato Max Pezzali…

Max Pezzali , oltre a vantare circa 7 milioni di dischi venduti, nel corso della sua vita ha regalato ai suoi fan ben tre libri.

Il primo libro scritto da Max è “Stessa storia, stesso posto, stesso bar” che prende il nome dalla prima strofa della sua famosissima canzone “Gli Anni”. E’ la prima autobiografia del cantante, pubblicata nel 1999, e racconta la sua vita da ragazzo prima di iniziare la sua carriera musicale. Si tratta di un racconto spiritoso, divertente sulla vita dell’autore, sugli anni di liceo, su aneddoti divertenti della sua adolescenza e sugli amici; e quindi della sua vita prima del successo.




Il secondo libro pubblicato da Max è “Per prendersi una vita”, uscito nel 2008.
A differenza degli altri due, si tratta di un romanzo e non di un’autobiografia.
I protagonisti del libro sono quattro amici diciannovenni che nel 1998, dopo il diploma, decidono di intraprendere un viaggio a Londra per assistere ad un concerto epico. I quattro protagonisti sono: Andrea, futuro giornalista e voce narrante del romanzo; Gianluca, nerd e genio dei computer; Adamo, testa calda del gruppo; e Marco, futuro pilota di aerei e fidanzato con la bella Francesca. I quattro “moschettieri” , come vengono descritti dall’autore, si ritrovano fuori dal liceo , finalmente liberi da esami, regole, studio e orari.
Dopo aver letto sul giornale la notizia di un concerto di Joe Strummer (ex leader dei Clash) che si sarebbe tenuto a Londra, decidono di partire all’avventura. Un viaggio totalmente improvvisato, con pochi spicci in tasca e la voglia di vivere un’esperienza unica e indimenticabile. Nel libro troviamo il racconto dettagliato del lunghissimo viaggio in macchina: la scomodità e gli spazi angusti della Mini, il caldo, la musica, le peripezie in strada.
Ancora, la tappa ad Amsterdam, dove i quattro decidono di fare il loro primo tatuaggio: un poker d’assi. “Quattro assi come noi, una mano fortunata nel complicatissimo poker della vita” scrive Max.
Viene raccontato l’arrivo a Londra, la meraviglia negli occhi dei ragazzi, gli incontri con persone sconosciute, il cibo e i pericoli. E poi, finalmente, la sera del concerto, il 7 Luglio 1998.
La musica, i cori, i balli. Il poker d’assi perfettamente ricomposto. Il giorno dopo il concerto è il momento di ritornare a casa, alla normalità. Una breve sosta a Folkestone per bere l’ultima pinta londinese. Una telefonata, un segreto, un tradimento e un tonfo giù dalle bianche scogliere…Un evento che cambierà per sempre le loro vite.
A vent’anni di distanza, tre dei quattro, ormai adulti, decidono di ripetere tappa per tappa quel viaggio che ha cambiato la loro esistenza, per ricomporre il poker d’assi.
“Per prendersi una vita” è un romanzo che racconta di come a volte bisogna fare delle scelte che non sempre sono eticamente corrette; di come la vita possa cambiare all’improvviso e di come si convive dopo un’esperienza sconvolgente. E’ un libro che fa sorridere, poi piangere, poi di nuovo ridere. E’ uno di quei libri da tenere sul comodino, da rileggere più volte, come io stessa ho fatto in questi anni.




Il terzo libro scritto da Max è di nuovo un’autobiografia, uscita nel 2013. il titolo è “I Cowboy non mollano mai” , titolo che riprende la (quasi) omonima canzone inserita nell’album “Max 20”.
A differenza della prima autobiografia, si tratta di un racconto molto più preciso e dettagliato di come Max si è approcciato alla musica e delle tappe che lo hanno portato ad essere la persona che è oggi, sia musicalmente che personalmente.
Questo libro è la storia di Max Pezzali, un ragazzo pavese che, insieme al suo amico Mauro, vuole scappare dalla sua città conformista e dai pregiudizi della gente, e così decide di fare musica, per costruire qualcosa che lo rappresenti davvero. In questo libro Max descrive se stesso al liceo.
Era uno di quelli che in classe non notava nessuno, uno di quelli che se ne stanno fermi in un angolo.
Un tipo da sette e mezzo, né carne né pesce” scrive l’autore. Racconta la sua infanzia di figlio unico cresciuto in un quartiere periferico di Pavia, da genitori che gestivano un negozio di fiori. Racconta le sue passioni di adolescente, come il modellismo e i fumetti Marvel; la sua esperienza da chierichetto e la passione per la musica iniziata in terza media. Max descrive molto dettagliatamente i suoi primi approcci alla musica, il suo primo grande regalo -un impianto stereo della Pioneer- con il quale ascoltare i Sex Pistols. A seguire, arrivano i primi amori, la prima fidanzatina, la comitiva di amici, e la sua prima bocciatura. E da quella bocciatura, l’incontro con Mauro Repetto, nel settembre del 1984.
Era il suo compagno di banco, un ragazzo molto bravo a scuola, ben vestito, ma il suo esatto opposto. La cosa che li accomunava, però era quella voglia di andare via da quella città che gli stava stretta, e soprattutto la voglia di fare musica.
Così iniziano a scrivere frasi per dei jingle, testi per i sketch da animatore di mauro. Dopo qualche tempo decidono di inviare un demo su una cassetta al programma di Jovanotti in onda su Radio Deejay.
Il pezzo viene scelto e mandato in onda; i due vengono chiamati da Claudio Cecchetto con il nome “I Pop”. Alla fine del 1991 Max e Mauro, nella loro cantina, creano “Hanno ucciso l’uomo ragno”, uno dei loro più grandi successi. “Hanno ucciso l’uomo ragno rappresenta la morte dei sogni di infanzia e di adolescenza” spiega il cantante.
Da lì nascono altri pezzi famosi, come “Non me la menare”, e nasce anche il nome 883, dal numero di cilindrata della Harley-Davidson, altra grandissima passione del cantante. Max nel libro ripercorre tutte le tappe che portano gli 883 al successo, assolutamente inaspettato e improvviso.
L’uscita del loro primo album, nel 1992, le copie vendute che aumentano, la gente che iniziava a riconoscerlo per strada. Racconta poi la separazione con Mauro, che all’inizio del 1994 parte per Parigi senza più ritornare. Aveva semplicemente deciso di abbandonare. E Max , dopo un’iniziale momento di smarrimento, decide di continuare quel grande progetto da solo. Da qui la copertina dell’album “Il mondo insieme a te”, uscito nel 2004.
La copertina è molto chiara: raffigura Max su una moto che percorre una strada, e davanti a lui un bivio: a destra gli 883 e davanti “ Max Pezzali”.
Quell’immagine rappresenta chiaramente la scelta di intraprendere la strada e quindi la carriera da solista. Nelle ultime pagine del libro, Max racconta di suo figlio Hilo, nato nel settembre 2008, a cui il libro è dedicato.
Racconta del suo rapporto con lui, di come vive la popolarità e il successo. Si sofferma poi a raccontare della malattia di Hilo, una sindrome molto rara, e spiega come questo evento abbia dato una scossa alla sua vita, rendendolo più consapevole e maturo. Max scrive: “ Sono nella fase in cui valuto le cose e poi faccio quello che dico io, perché nella vita non c’è tempo. Mi focalizzo sul qui e ora. Ad un certo punto bisogna operare una selezione, togliere ciò che non serve e che ti sottrae energie. Adesso mi è diventato tutto più chiaro.




Questi libri sono per noi fans dei preziosi gioielli, perché ci hanno permesso di conoscere Max al di là delle sue canzoni; leggendo bene tra le righe possiamo scoprire una persona diversa, più “umana”e quindi più vicina.
Abbiamo scoperto un Max adolescente, con preoccupazioni e paure; un Max giovane, con poca voglia di studiare e di continuare l’università; e ancora un Max adulto e padre, che si preoccupa di suo figlio.
Un uomo esattamente come tutti gli altri…ma allo stesso tempo “un mito”!

Colomba Guida

Info Coly Guida

Ciao, sono Coly, ho 23 anni, vengo dalla Penisola Sorrentina e sono una studentessa di Scienze della comunicazione. Amo leggere, scrivere, guardare serie tv e ovviamente Max pezzali! Sono appassionata di Max da tutta la vita... avevo 3 anni e In macchina in una "audiocassetta" sentii per la prima volta " una canzone d'amore". Da quel momento non ho più mollato Max nè la sua musica.

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