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Max Pezzali…e le donne!

Max Pezzali…e le donne!





Alzi la mano chi non ha mai avuto un rapporto un po’ burrascoso con l’altro sesso!
E Max? Come è il suo rapporto con il gentil sesso? Come ha affrontato la donna e tutto quello che riguarda il “fidanzamento” o il semplice rapporto?
Se si analizzano con un po’ di attenzione i testi delle sue canzoni si può notare un grande cambiamento negli anni rispetto a questo tema. Leggendo tra i suoi versi si può capire che egli ha avuto in passato una visione della donna un po’ diversa rispetto ad oggi.
Fin dalle primissime canzoni, quindi si parla del 1992-1993, Max, insieme all’ex collega Repetto, fa riferimento spesso alle ragazze come persone che preferiscono i ragazzi “fighi”, eleganti, i classici esponenti della Pavia-bene, che lui ha spesso criticato.
In “Non me la menare”, per esempio, il cantautore ci parla di una ragazza che lo critica per i suoi atteggiamenti, un po’ da casinista, da ragazzo non esattamente come gli altri. Oltre a questo, nelle sue prime canzoni la donna è spesso dipinta come colei che se la tira, che bada alle apparenze più che all’essenza.
Una donna bella e quasi irraggiungibile. Emblema di questa visione sono brani come “Te la tiri”, “Sei un mito”, “Nella notte” o ancora “La regina del Celebrità”.
Il Max adolescente e giovane vede la donna come una necessità, come un bisogno fisico, come un modo per colmare la sua solitudine.




La canzone “Cumuli”, uscita nel 1993, infatti, ad un certo punto dice “le donne e noi, amare una e dopo due giorni rompersi già, si perché per noi la compagnia era tutto e più una necessità”. In “Punto & a capo”, per esempio, Max racconta l’incontro con una ragazza che però si rivela una delusione, perché ancora una volta non si sente apprezzato per come è veramente; una volta ritornato a casa, però sente quel vuoto, che lui definisce appunto solitudine. Qui di seguito la frase: “meglio morto che un’altra serata così folle, e prima via di qui nel mio letto guardo la tv soddisfatto ,chi mi ammazza più, solo una leggera sensazione che è tipo solitudine”.
Nella canzone “La dura legge del goal”, invece, emerge una visione della donna come “antagonista” rispetto all’amicizia. Max, si sa, ha sempre cantato di amicizia come di un valore importantissimo, e spesso l’altro sesso rappresenta un po’ un ostacolo, qualcosa che rischia di rovinare un’amicizia. Ne “Gli anni” troviamo un Amore più malinconico e nostalgico. Nostalgia per il passato, per le amicizie e per un amore perduto che poteva essere e non è stato. Una delle frasi più belle del brano è, ad esempio, “Stessa storia, stesso posto, stesso bar, una coppia che conosco avrà la mia età, come va, salutano; così io vedo le fedi alle dita di due che porco giuda potrei essere io qualche anno fa!”. Col passare degli anni, qualcosa inizia a cambiare.
Max inizia a raccontarci di un amore che provoca sofferenza e dolore. Due esempi su tutti sono certamente le famosissime “Nessun rimpianto” e “Come mai”. Ancora, con l’album “La donna, il sogno, il grande incubo” del 1996, compaiono le prime canzoni diverse dalle altre. In “Ti sento vivere”, ad esempio, si racconta della mancanza di una donna, che non è più solo una mancanza fisica ma si fa riferimento a qualcosa di più profondo. “Una canzone d’amore”, poi, rappresenta una delle dichiarazioni d’amore più belle del cantante, dove emerge un Amore sentimentale e romantico. Sfido chiunque a non essersi mai emozionato almeno una volta ascoltando questo brano! Il brano “la donna, il sogno, il grande incubo” , poi, è un testo che parla chiaro: Max si trova a dover scegliere tra il passato ed il presente. Nella stanza 106 del “Dream Hotel” c’è una donna, ma nella stanza immediatamente accanto compaiono tutti i suoi giocattoli, che rappresentano i suoi sogni e la sua infanzia. Di fronte a questa visione, lui inizia a scappare per allontanarsi il più possibile dall’hotel. Questo ci fa capire l’atteggiamento di Max verso il mondo femminile e verso il passato, che lo spaventa e lo induce a fuggire ma nel brano “Almeno una volta”, poi, il cantante maledice il giorno in cui ha detto “no” a crescere, per paura del cambiamento. E’ una riflessione interiore, di cambiamento, un brano che ci fa pensare e che permette di guardare dentro noi stessi e alle paura che spesso ci immobilizzano nella strada verso la maturità.




Ed infatti, con “Il mondo insieme a te”, primo album da solista del cantante uscito nel 2004, si nota il primo grande cambiamento. Sono anni decisivi per Max: la sua prima storia importante, l’addio definitivo agli 883, il matrimonio. “Eccoti” racconta di un amore maturo e diverso dagli altri. Come dice il ritornello, egli trova finalmente ciò che stava cercando da tanto tempo, quando stava quasi per rinunciarci. Nell’album sono presenti, poi, brani come “Siamo io e te”, “Essenziale” e “Mai uguali”, che rivelano un sentimento basato sulla complicità. Max sembra dire alla sua donna: “non importa come, dove e quando, l’importante è che siamo insieme”.
L’album “Time out”, che risale al 2007, è sicuramente un’album di stampo triste e malinconico, che probabilmente rispecchia lo stato d’animo del cantante in quel periodo, più riflessivo.
Quattro anni dopo, invece, esce “Terraferma”. La canzone che da il titolo all’album è dedicata a suo figlio Hilo, nato nel 2008. Qui Max canta l’amore non per una donna, bensì per suo figlio, che gli ha regalato una certezza; una terraferma, per l’appunto. Un brano che più di tutti rivela questo cambiamento nella visione di Max con l’altro sesso è “Tu come il sole”. Qui egli canta di una donna, e di come lei sia la sola ed unica che desidera al suo fianco. Non c’è più l’idea che qualsiasi donna vada bene, purchè faccia compagnia nella solitudine; Max vuole accanto a sé una sola donna e non altre, che addirittura si rivelano estranee ed inospitali.
Infine, nel 2015 arriva “Astronave Max”; si tratta di un album di riflessione e di maturità per il cantante. In particolare, “Col senno di poi” racconta del suo incontro con una sua ex. Racconta di come all’epoca ci sia stato male, ma col senno di poi, se tornasse indietro, lascerebbe tutto correre, perché l’amore sarebbe arrivato nuovamente a bussare alla sua porta. Max riflette sul passato e su come, a volte, ci soffermiamo su cose che in realtà sono diverse da come apparivano.

Max nel corso della sua carriera ha sempre cantato di donne e d’amore, prima da ventenne, poi da trentenne e così via. Questa full immersion nei suoi album e nelle sue canzoni ci fa sorridere ma anche riflettere su come il cambiamento sia una condizione necessaria nella nostra vita, per capire cosa siamo stati e cosa vogliamo essere.



Info Coly Guida

Ciao, sono Coly, ho 23 anni, vengo dalla Penisola Sorrentina e sono una studentessa di Scienze della comunicazione. Amo leggere, scrivere, guardare serie tv e ovviamente Max pezzali! Sono appassionata di Max da tutta la vita... avevo 3 anni e In macchina in una "audiocassetta" sentii per la prima volta " una canzone d'amore". Da quel momento non ho più mollato Max nè la sua musica.

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