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Max e gli States, il sogno di una vita. Tutti i riferimenti sugli USA nelle sue canzoni!

Max e gli States, il sogno di una vita. Tutti i riferimenti sugli USA nelle sue canzoni!





All’inizio degli anni ’90, gli 883 irruppero nella scena musicale italiana come un fulmine a ciel sereno. Mai prima di ora a nessuno venne mai in mente (oppure nessuno avrebbe avuto il coraggio) di trasformare in musica le vicende e la quotidianità della vita di Provincia. Il loro successo  fu a dir poco travolgente. Ancora una volta, Cecchetto ci vide lungo.

Il fenomeno 883 fu una novità assoluta in termini di contenuti. Gli 883 non diedero praticamente spazio a temi tanto blasonati a quel tempo come l’amore non corrisposto. Ascoltando i loro brani, difatti, non è difficile intuire al volo quali sono le passioni, i sogni e le speranze di Max e Mauro. Tra questi troviamo sicuramente la voglia di viaggiare, la voglia di evasione dalla quotidianità, la musica, i fumetti e le moto. Tutto ciò si convoglia in un’unica grande passione: l’American Dream. Un qualcosa che, soprattutto per due ragazzi di Pavia di 25 anni fa, sembra inarrivabile e impossibile. Basta anche solo ascoltare “Sempre Noi” dove una strofa del ritornello dice che anche Milano era più vicina. <<Da Pavia a Milano sono trenta chilometri, una distanza ridicola, eppure pesava in una maniera pazzesca. Al di là delle targhe PV, che comunque parcheggiavi lontano sperando che non ti vedessero (ride, NdR), ti sgamavano sempre: la camicia dell’anno prima, i jeans in un certo modo.>> [1] confessa Max in un’intervista.

E dove troviamo quindi i riferimenti agli States nel corso della loro carriera? Seguendo i fatti in ordine cronologico facciamo un salto al 1992, dove la prima strofa di “Hanno ucciso l’uomo ragno” inizia proprio parlando di un locale nel Bronx, dove un individuo entra di corsa per parlare di un omicidio appena avvenuto. <<Il successo è incredibile […]: il disco [da cui è tratto l’omonimo brano] raggiunge in breve 600.000 copie e il primo posto nelle classifiche.>> [2]

Sempre all’interno di “Hanno ucciso l’uomo ragno”, troviamo un grande successo, immancabile in ogni concerto: “Con un deca“. <<Con la dicitura “deca” nel gergo giovanile dell’epoca si indicava la banconota da 10.000 lire che corrispondeva al budget sufficiente, per passare, da minorenni, una discreta serata con gli amici, fuori: un pacchetto di sigarette da dieci, più una birra media, più un litro di benzina per il motorino; ma insufficiente ai maggiorenni per scappare dalla città di provincia di residenza (diecimila lire non avrebbero garantito il ritorno da Milano a Pavia, oppure, non avrebbero permesso di fare nulla nella grande città, date le tasche vuote).>> [3] In questa canzone si parla del desiderio di mollare tutto per andare a New York. Si ritorna anche qui sul tema della provincialità, della vita che scorre tranquilla in provincia. <<Un ragazzo che sogna costantemente la città senza andarsene mai dal paese, la cui via crucis quotidiana è quella della cameretta, della sala giochi, del bar con gli amici, del benzinaio, dei gesti piccolo borghesi come la cura dell’auto che porta direttamente alla speranza della gnocca del sabato sera in discoteca, per poi tornare, alla prigione della domenica, per ricominciare tutto da capo.>> [4]



Andiamo avanti al 1993, anno storico per i fan del gruppo. Parliamo dell’anno in cui uscì il secondo album di singoli, da cui verrà tratto l’omonimo brano: “Nord Sud Ovest Est“, album che consacrò il successo del duo a icona degli ’90. <<La canzone descrive letteralmente un viaggio per trovare l’amata perduta in una ambientazione da film western>> [5]. Un aneddoto interessante sulla storia di questo filmato ci viene raccontato dallo stesso Max nella sua biografia: “I cowboy non mollano”. Appena prima che uscisse l’album partirono alla volta di Nogales, in Arizona, a 60 miglia da Tucson per le riprese del video. Una delle esperienze più incredibili nella vita di Max. Il volo in America, la troupe altamente specializzata e un futuro premio oscar come direttore della fotografia iniziarono a fare capire che il fenomeno 883 stava diventando qualcosa di veramente serio.

Terminate le riprese di “Nord Sud Ovest Est” si lasciarono alle spalle l’Arizona per proseguire verso Los Angeles per le riprese di altri video, tra cui “Rotta x casa di Dio”. Terminati i lavori, però, fu necessario riportare la macchina all’agenzia di noleggio, che si trovava esattamente dall’altra parte della città (basti pensare che se portassimo LA in Italia occuperebbe un’area grande quasi metà della Valle d’Aosta). Nessuno aveva con sé la patente, così toccò a Max il compito di riportare indietro il mezzo, seguito da quello che era l’accompagnatore ufficiale che gli era stato assegnato, tale Roberto, meglio conosciuto come il “Tarantino”.

Addirittura sprovvisti di cartina i due ben presto si persero nella periferia della città, e ad un semaforo rosso furono accostati da quella che probabilmente era una gang. In preda al panico bruciarono il semaforo e scapparono all’impazzata. Fu complice di ciò lo scenario della West Cost anni ’90 dove la questione razziale giunse a un punto critico solamente l’anno prima con un violento pestaggio da parte di diversi agenti ai danni di un taxista che non si fermò all’alt. <<La successiva assoluzione degli agenti coinvolti nell’aggressione fu la causa scatenante della grande sommossa a sfondo razziale, nota come rivolta di Los Angeles, scoppiata nella città tra l’aprile e il maggio dell’anno successivo e che mieté oltre cinquanta vittime.>> [6]. Questa vicenda, un paio di anni dopo, nel 1995, potrebbe avere ispirato Max per una strofa de “La Radio a 1000 Watt” in cui diceva <<occhiali d’ordinanza braccio fuori come se, fossimo gangster di Los Angeles>>.




Nel 1998, concluso il tour, Max decise di concedersi un viaggio alle Hawaii, luogo che ancora non aveva esplorato. Ne rimase affascinato. Sarà forse un caso che il successivo album del 2001 contenga una traccia il cui titolo è “Honolulu Baby”?

Andiamo al 2001, Max ritorna per lavoro nella capitale del Golden State per le riprese di altri due videoclip: “La Lunga estate caldissima e “Bella Vera“. Nel primo video lo vediamo alla guida di una decappottabile, mentre offre un passaggio in macchina ad alcune bellissime ragazze. Nel secondo interpreta uno stereotipato venditore americano di auto usate, dotato di classico cappello da cowboy, arrivista e approfittatore. Il tutto nella concessionaria, chiamata Max Cars.

Siamo nel 2007, anno di uscita di “Time Out”. Quest’album l’ho apprezzato particolarmente in quanto è ogni traccia è legata alle altre da una sola tematica: quella del viaggio. Nella traccia chiamata semplicemente “Profumo” troviamo queste semplici parole: “ricordo la prima volta che arrivai a New York, mi colpì subito il suo odore intensissimo. Di ogni tipo di fritto immaginabile.
Di ogni tipo di cibo concepibile.” Un Max non ancora famoso, nell’inverno del 1987, conobbe in una discoteca di Pavia, il Docking, un DJ newyorchese: David Azarc. L’anno dopo, nel 1988, lo andò a trovare nella Grande Mela. Fu la prima esperienza per Max fuori dall’Europa, unica, sensazionale e pressoché indescrivibile. Tornò dalla Grande Mela con una batteria elettronica Roland e diversi album rap e hip hop.

In “Terraferma” troviamo addirittura la sola traccia “fiesta baby” dedicata ad un intero viaggio negli States, partendo da NY cita tutte le mete dove vorrebbe portare una ragazza. Queste destinazioni hanno, a livello musicale, un rapporto molto particolare per Max, ma anche per tutti i musicisti in genere. A New York, per vedere ciò che resta del CBGB, un rock club situato nel Lower East Side di Manhattan. Da Chattanooga fino a Nashville per proseguire a Memphis, in onore di Elvis. A Jacksonville e poi Miami ad ascoltare l’elettronica nei club. Per tutte le altre mete citate come Seattle e San Francisco non resta che andare ad ascoltare la canzone.

Nel 2012 esce una riedizione di “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” con all’interno un singolo cantato assieme a J.Ax: “Sempre noi“. Questo brano ci riporta ai mitici e primi successi degli 883. “Il rock, il rap e la voglia d’America” ricordano i sogni e le speranze di due giovani ragazzi squattrinati degli anni ’90.

L’anno dopo uscì un’altra raccolta: “Max 20”. Il video del singolo “I Cowboy non mollano“, è stato girato al parco tematico “Cowboys Guest Ranch” di Voghera, che ripropone fedelmente un grande villaggio del vecchio Far West. Qui Max parla al figlio, mettendolo in guardia dalle insidie e dai pericoli della vita ricordandogli di quella maggioranza silenziosa di persone semplici e oneste che si sacrificano ogni giorno lavorando duramente.

L’ultima canzone con un riferimento agli States è uscita nella primavera del 2016. Per il video di “Due Anime“, Max volò a Miami dove lo vediamo sfrecciare per le highways statunitensi a bordo di una Corvette gialla.

Lorenzo Iorio

  • [1] https://www.rockit.it/intervista/cumuli-cazzi-suoi
  • [2] http://biografieonline.it/biografia-max-pezzali
  • [3] https://it.wikipedia.org/wiki/Con_un_deca
  • [4] https://www.dailybest.it/musica/883-credits-nord-sud-ovest-est/
  • [5] https://it.wikipedia.org/wiki/Nord_sud_ovest_est_(singolo)
  • [6] https://it.wikipedia.org/wiki/Rodney_King

Bibliografia.

  • <<Stessa storia, stesso posto, stesso bar>> di Max Pezzali a cura di Giovanni Arduino e Maurizio Zola, Arnoldo Mondadori S.p.A., Cles (TN), 1998

<<I cowboy non mollano mai. La mia storia>> di Max Pezzali con la collaborazione di Alberto Piccinini e Giovanni Robertini, Isbn edizioni S.r.l., Milano 2013

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