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Intervista all’Harley Davidson Staff di Pavia: “Noi e Max un’unica famiglia!”

Lo Staff dell'HD Pavia

Intervista all’Harley Davidson Staff di Pavia: “Noi e Max un’unica famiglia!”

La concessionaria Harley Davidson di Pavia è ormai un punto di ritrovo per molte persone ed è la meta preferita dei Fan di Max Pezzali che sperano di beccarlo tra una moto ed un’altra. Ma chi arriva a visitare questo luogo al’ingresso di Pavia sa bene che ha la possibilità di conoscere gente unica, cordiale e accogliente.
Oggi, noi di FMP, abbiamo intervistato proprio loro, Angelo, Paola, Enrico, Mario, Andrea e Jacopo, i ragazzi che dietro a tutto questo formano una squadra unica!

Lavorare all’HD Pavia è il sogno di ogni fan di Max! Come vi sentite a far parte di questa élite privilegiata? 

Enrico: mi sento bene, è diventata una cosa di famiglia , ormai sembra normale anche incrociarlo lavorando qui.. magari era un po’ strano all’inizio poi pian piano ti abitui.

Mario: è una famiglia, l’ambiente che abbiamo creato di amicizia sembra quasi una parentela ormai. Io sono quello più vecchio, sono qua da 15 anni e ho visto tutti quelli che sono passati

Jacopo: normale , sono qui per lavorare, non la viviamo come una cosa da “super-figo”

Andrea: è iniziato tutto un anno fa  perché sono nuovo, è un’esperienza bellissima, perché essere arrivato qua è tanto per me, sia per l’ambiente sia per le persone che sono davvero persone ottime

Paola: è la famiglia, ormai si mischia proprio la mia famiglia naturale con quella del lavoro non c’è più una separazione dei ruoli quasi

Angelo: orgoglioso, oltre ad essere orgoglioso condivido con Max una parte importante della mia vita, l’aspetto economico, il futuro, i valori della famiglia.

Quindi il tuo staff è la tua seconda famiglia? 

Angelo: diciamo che chiamarla seconda famiglia è quasi dispregiativo, lo staff e Max sono la MIA famiglia, non esiste una prima e una seconda famiglia. Passo praticamente tutta la giornata con loro, condividiamo tutto: sentimenti, emozioni .. se uno sta male io mi preoccupo e se uno sta bene io sono felice.

Tempo fa avete fatto ben due serie de “Le strade di Max” trasmesse su deejay tv. Grazie a questo programma la gente ha iniziato a conoscervi  e ad amarvi. Com’è stata questa esperienza? Aneddoti? 

Enrico: è stato strano, ho ricevuto numerose richieste di amicizia su facebook,  ma non è che siamo diventate delle star, siamo  sempre gli stessi. Un aneddoto ce l’ho: sono venute addirittura delle ragazze per conoscermi da Napoli in treno.

 Mario: è stata un po’ dura perché non siamo degli attori..per me particolarmente è stato un po’ difficile cercare di recitare una parte che non era totalmente reale. Era quasi tutto pilotato. La scena più bella è stato quando abbiamo fatto finta di far cadere la moto dal muletto. Quella è l’unica cosa che abbiamo proprio voluto fare noi.  Abbiamo chiesto al cameraman durante una pausa di riprendere questo scherzo così per farsi due risate.

Jacopo: diciamo un po’ imbarazzante, non siamo attori. È stata un’esperienza un po’ strana.

Andrea:  non ho partecipato alle strade di Max  perchè sono da poco arrivato nello staff.

Paola: a dir la verità la prima serie l’ho vissuta quasi come quasi una violenza, nel senso che è un mondo a cui noi non siamo semplicemente abituati. È stato un po’ una forzatura ma non in senso negativo, semplicemente dovevamo controllarci molto nelle parole, nei gesti, non eravamo proprio noi veri.  Per quanto riguarda gli aneddoti ne sono successe veramente di ogni.

Claudio, il magazziniere che aveva partecipato a “le strade di Max” è andato in pensione però viene qui quasi tutte le settimane perché non riesce a star lontano. Infatti è nel nostro gruppo di whatsapp quindi è costantemente aggiornato su quello che succede.

Angelo: dunque la prima registrazione delle strade di Max è avvenuta così: Max mi disse che aveva un format in mente. Poi è capitato che è andato con la sua Ultra Classic a Radio Deejay, ha fatto un’intervista con Linus e tra un commento e l’altro sulle moto ne hanno parlato e diciamo ha messo “ il cavallo nel posto per fare scacco matto” parlando di scacchi. 5 giorni dopo mi chiama e mi dice: “ ti ricordi quel format di cui ti avevo parlato?” Ecco, guarda che sta per arrivare un regista da Milano che vuole un po’ vedere il da farsi.

E io risposi: è già qua da venti minuti, allora mi presento. ( Tra l’altro il regista è Giorgio J. Squarcia una persona fantastica). Ci siamo conosciuti e abbiamo fatto  una prima verifica di ciò che si poteva fare e poi  “il resto è storia”. Noi stessi ci siamo stupiti di quanto è stata bella questa esperienza però diciamo che non è stato facile per come siamo fatti noi. Essere ripresi da una telecamera in continuazione ci ha messo veramente alla prova. Una cosa che ammiro di Max  è che quando gli altri si divertono lui sta lavorando, questo è il principio. Se senti una sua canzone, se vai ad un suo concerto, vedi una trasmissione che ha registrato e ti stai divertendo, vuol dire che lui ha lavorato bene. Per quanto riguarda gli aneddoti,  le cose che mi hanno estremamente fatto divertire sono più di una. Di tutte le persone che sono passate dalla concessionaria e che abbiamo potuto conoscere grazie a questa trasmissione mi ricordo in particolare la puntata con Faso. Con Faso è venuto fuori un episodio che va al di là dell’immaginazione normale, tutto sbagliato: pioveva, lui con la vespa, a Milano.. fantastico! Un’altra volta Max mi ha telefonato entusiasta tornando da Bologna con Giacobazzi. Quella è stata una delle puntate più divertenti, lui ha sempre la battuta pronta. Infine una delle cose più belle di questa esperienza è stato aver conosciuto Franco e suo figlio, ci ha trasmesso veramente la voglia di vivere, di andare contro alle cose negative.

Avete conosciuto Max prima o dopo essere entrati nello staff? 

Enrico: musicalmente ovviamente lo conoscevo già, di persona l’ho conosciuto lavorando qua.

Mario: l’avevo conosciuto una sera per caso in un locale.

Jacopo: a livello musicale ovviamente lo conoscevo da tempo poi l’ho conosciuto qua come capo.

Andrea: il giorno in cui sono venuto a parlare con lo staff per lavorare qui ho conosciuto Max.

Paola: Max l’ho conosciuto il giorno in cui sono venuta a comprare la moto, stavo parlando con Angelo e mi hanno chiesto se volevo venire a lavorare qui, diciamo un sogno di qualsiasi fan probabilmente.

Angelo: io e Max ci conosciamo da sempre da quando io avevo 12 anni e lui 10, vivevamo più o meno nello stesso quartiere della città.

Com’è stato il vostro primo incontro con Max? 

Enrico: la prima sera che l’ho conosciuto, siamo usciti a cena e gli ho rovesciato una media addosso. Un incontro d’impatto direi..

Mario: abbiamo parlato di moto.. lui era già motociclista io pure, avevamo entrambi una Harley quindi abbiamo parlato prettamente di quello.

Jacopo: ero giù in officina è sceso a chiacchierare e ci siamo presentati

Andrea: per me, siccome è il cantante della mia infanzia avevo il batticuore, la prima cosa che mi ha detto è stato “ piacere Max” e per me è stato una cosa bellissima perché il piacere era mio. È una persona davvero ottima

Paola: stavo comprando la moto e già per me era emozionante, con lui sono andata fuori giri. Appena uscita dalla concessionaria parlando con un mio amico non sapevo se ero più contenta perché avevo  conosciuto Max, perché mi aveva chiesto di venire a lavorare qui o perché avevo comprato la moto. È stato un insieme di emozioni.

Angelo: l’ho conosciuto per caso in discoteca, come si usava una volta tramite amici comuni, compagnie. Ai nostri tempi la discoteca  si frequentava la domenica pomeriggio, era un luogo di ritrovo, il famoso Celebrità.. C’era il celebrità e il Docking una volta si andava da una parte e una volta dall’altra.

Com’è nata l’idea di aprire una concessionaria Harley? 

Angelo: diciamo che vendo motociclette da sempre a Pavia, questa concessionaria è nata 16 anni fa . A Pavia non c’erano molte Harley Davidson. C’era la mia, quella di Max e quella di Bassano, un nostro amico in comune. Nel bar che frequentavamo allora, si chiamava bar Dante abbiamo fatto una scommessa. Si diceva che queste motociclette non si impennavano mentre io sostenevo che non era una questione di moto, ma una questione di manico quindi ho percorso circa un paio di kilometri con  una Harley Davidson Sportster su una ruota e a quel punto Max rimasto a bocca aperta disse: “allora dobbiamo fare una concessionaria perché è più facile venderle che impennarle” e da lì in poi, da questa commessa, lui era già Max Pezzali io vendevo già le moto, ci siamo trovati e abbiamo aperto questa concessionaria. Sin dall’inizio ha continuato a crescere partendo da 3 dipendenti ed ora è arrivata ad un numero considerevole.

Oltre all’ambito lavorativo che rapporto avete? 

Enrico: oltre a quello lavorativo, poco dato che il tempo libero che ha è limitato. Capita qualche sera in cui si mangia qualcosa insieme, ma comunque anche nell’ambito lavorativo abbiamo un bel rapporto, siamo una famiglia.

Mario: ottimo, quando viene si chiacchiera un sacco, di un po’ di tutto..poco di lavoro e più del resto diciamo “chiacchiere da bar”.

Jacopo: amicizia, ci si sente ogni tanto. Non è un capo che ti sta col fiato sul collo come del resto anche Angelo, abbiamo un buon rapporto.

Andrea: stando al lavoro lo vediamo spesso qui, viene a salutarci in officina mangiamo qualcosa insieme si parla d tutto: musica, moto..

Paola: come tutti gli altri ragazzi, un apporto di amicizia. Diciamo che Max è una persona abbastanza costante come lo vedi in televisione lo vedi anche qui però quando vado ad un suo concerto o lo guardo in televisione a volte non lo immagino in quel ruolo diciamo che tendo a separare un po’ il “Max cantante” dal “Max persona” qui lo vedo in un modo poi quando vado ai concerti o in televisione mi rendo conto che è proprio il “Max cantante”.

Angelo: solido, di trasparenza e fiducia.

Al momento Max è impegnato con The Voice, ma in futuro c’è una possibilità che vi riproponga una terza stagione de “Le strade di Max”? 

Enrico: non ne ho idea

Mario: non ne ho la più pallida idea, non è gestita da noi.

Paola: non lo sappiamo

Angelo: diciamo che c’è della carne al fuoco ma non si può svelare, “Le strade di Max” ha avuto un ritorno mediatico inaspettato. Quello che potrà avvenire non dipende né da me né da Max né dal nostro staff dipende dai proprietari  della rete che comunque ci credono. Ti posso dire che quello che mi ha raccontato Max sarà ancora più divertente di quello che avete visto e se mai ci sarà, sarà un’idea geniale come al solito!

Si può notare che siete una squadra perfetta e affiatata, ma come in tutte le squadre troviamo il leader, il burlone, chi subisce gli scherzi, il pignolo ecc.. chi di voi ha questi ruoli? 

Enrico: è cambiato poco da quello che avete visto da “Le strade di Max”. Il capo officina che è quello pignolo, poi ci sono io che sono quello bello e simpatico, Jacopo che rispetto a “Le strade di Max” è cambiato. Prima era permaloso mentre ora è diventato mio complice quando organizziamo gli scherzi.

Mario: Enrico è quello più rompiscatole in generale, io quello un po’ più pignolo e rompiscatole a livello organizzativo.

Jacopo: Mario è un po’ il rompiscatole, Paola ci salva tutti, io sono il tranquillo.

Andrea: io sto imparando ad essere meno permaloso, è normale che essendo nuovo qualcosa devo subire no? Però è normale.

Paola: in realtà essendo una famiglia ci sono proprio un po’ i ruoli mamma,  papà ecc.. escludendo Angelo, io e Mario siamo un po’ la mamma e il papà, Enrico è il figlio disgraziato che ci fa dannare e poi ci sono tutti gli altri. Jacopo è maturato tanto dal “Le strade di Max” e adesso il ruolo di permaloso possiamo attribuirlo ad Andrea.

Angelo: direi di sì, essendo così affiatati riusciamo però a scambiarci i ruoli. Ad un certo punto quello più schivo e più permaloso può essere il più divertente di tutti o viceversa. In generale siamo tutti molto contenti, stiamo bene. Io  sono il più maturo quindi sono quello che da il buon esempio.

Tornando a The voice.. secondo voi come sarà Max nel ruolo di coach? 

Enrico: non ho idea, ieri c’era la Champions quindi non l’ho visto, ma Max può capire!

Mario: non l’ho guardato,  avendo il bimbo piccolo guardo poco la tele in generale.

Jacopo: L’abbiamo commentato tutta sera nel gruppo di WhatsApp. Diciamo che Max mi è sembrato abbastanza rilassato e sul suo solito “stile tranquillo”.

Andrea: sarà fantastico perché la sua storia la sta facendo e l’ha fatta. Tutti conosceranno il suo personaggio. Ha molti anni di esperienza  e poi tutti conoscono le sue canzoni..

Paola: fantastico, la media dei cantanti è molto giovane ed è facile che scelgano Max, è una garanzia.

Angelo: il primo della classe, lui non lascia mai niente al caso. Se ha un interesse lo porta a fondo. Se c’è qualcosa che non conosce, vuole conoscerlo. Ciò che rende Max fantastico è la sua capacità di condividere le sue conoscenze con gli altri, ma non le racconta per fare l’erudito, te lo dice per condividere con te un qualcosa di nuovo. È una persona che sa mettersi in discussione e sono queste le persone che valgono.

Max non è finto, è vero. Qualsiasi argomento tu vada a toccare con lui troverai una persona comunque preparata e se non lo è la prossima volta lo sarà, e non è da tutti!

Qual è la vostra canzone preferita di Max? E una non di Max? 

Enrico: direi non me la menare  o comunque le canzoni di quel periodo,  per il resto non ho una canzone preferita, ascolto diversi generi

Mario: L’universo tranne noi

Jacopo: non ne ho una in particolare, non sono tipo da canzoni preferite

Andrea: Come mai, e non di Max..anche le canzoni di Emis Killa mi piacciono ma, in generale  sono tante le canzoni che amo non ti saprei dirti la migliore.

Paola: Sei fantastica e come gli altri non ho un genere in particolare, ma mi piace molto Johnny Cash.

Angelo: Come mai e Niente di grave e in generale ce ne sono più di una in particolare direi Breathe -Prodigy.

Avete da poco aperto il Side Stand Café com’è nata l’idea? 

I meccanici: è sempre stato un loro sogno, finalmente l’hanno realizzato e siamo contenti per loro. Abbiamo un punto di ristoro per  i clienti.

Paola: Max e Angelo hanno sempre voluto un bar e un giorno, appena tornati dalle ferie ai primi di settembre,  abbiamo visto che qui accanto avevano messo in vendita un appartamento e da lì si è mossa tutta la macchina dei lavori. Essendo proprio qui attaccato diciamo è stato un sogno che si è avverato.

Angelo: questo locale esiste da ottobre 2015 ed è quello che noi chiamiamo “la ciliegina sulla torta”. Nel momento in cui abbiamo aperto la concessionaria ci siamo resi conto che molte persone cercavano un luogo per socializzare, per condividere passioni ecc…  ed è proprio questa l’dea del locale! Non è un’operazione per vendere motociclette è semplicemente un luogo per conoscere gente nuova, per star bene con noi stessi , per socializzare. Questa idea è nata per “rubare idee giovani”, abbiamo voglia di avere gente giovane, gente con idee nuove. Avere ragazzi giovani è fantastico per noi, è una botta di vita e ti fa rendere conto che tu sei diventato saggio mentre ascolti le loro novità e ti tieni vivo.

Intervista di Arianna Mondori

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Un Commento

  1. A dire il vero a Pavia di harley davidson ne giravano molte di piu che le tre citate, anche da molto tempo prima dell apertura, giusto per correttezza per chi l harley l ha da sempre nel cuore e sotto il sedere, al contrario di chi l ha solo nel box.

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