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Davide Ferrario “La mia nuova vita in Studio! Max Pezzali? Ecco quello che so…”

Davide Ferrario “La mia nuova vita in Studio! Max Pezzali? Ecco quello che so…”





Davide Ferrario, ovvero il produttore di “Astronave Max” e amico di Max Pezzali, ci ha di nuovo dato disponibilità per una nuova intervista nel suo nuovo studio.

Ciao Davide grazie per avere accettato!
Ti abbiamo intervistato un anno e mezzo fa e c’eravamo lasciati con una domanda, “Quali fossero i tuoi progetti futuri”, sei riuscito a raggiungere i tuoi obiettivi?

Si, ho aperto uno studio di registrazione, “Frigo Studio” a Milano, a livello di attività professionale mi sono spostato principalmente sulla produzione, in questo momento sto producendo Fred De Palma e a livello di Live l’unica cosa che mi è rimasta è Max con cui continuo a lavorare. Lo studio è un posto che piace molto, tutti quelli che vengono a lavorarci si trovano bene e questo vuol dire che comunque abbiamo fatto un buon lavoro.
Abbiamo creato un posto accogliente ed è quello che volevamo.

Davide e la nostra Admin Erika

Quali differenze hai notato nella produzione di “Astronave Max” e “Boy Fred” di Fred De Palma e che ruolo hai avuto nei 2 album?

Il ruolo era all’incirca lo stesso, la mia professione è strutturata in questa maniera, il cantante fa dei provini che poi vengono dati a me e da questo dobbiamo arrivare ad avere il prodotto finito.
Mentre Max è un artista pop italiano nel senso più stretto del termine, lavorare in un progetto Hip Hop è divertente, sono 2 approcci diversi: la musica di Max la sento più vicina al mio mondo, sono cresciuto facendo quella roba lì, ma mettersi in gioco su cose nuove è stimolante e facendo questo mestiere devi un po’ confrontarti con tutto.

Nel 2007 hai partecipato a Sanremo con gli “FSC”, con la canzone “Non piangere”, puoi raccontarci quell’esperienza?

È stato bellissimo e divertente, se ci vai con l’aspettativa di fare strada partendo da lì la risposta è NO, infatti dopo 6 mesi la mia band non esisteva più, ma se te la vivi bene quella settimana è fighissima, un turbine di interviste, non dormi mai, conosci un sacco di gente.




In questi 2 anni sei stato abbastanza impegnato, sia nei 2 tour di Max, invernale ed estivo, sia a The Voice. Come hai vissuto quell’esperienza?

È stato bellissimo, io non sono un appassionato dei talent, non li ho mai guardati e non sapevo come funzionassero. Sono arrivato lì con la voglia di affrontare un’esperienza nuova, ci sono ragazzi che sono tutti genuini con una voglia sincera di fare delle cose.
Il mio ruolo era quello di Vocal Coach, quello che facevo era dare delle indicazioni sull’interpretazione o su come fare delle cose, è bello perché ti arricchisce.

A proposito di The Voice, avete regalato un sogno ad uno dei concorrenti eliminati, Claudio Cera, facendolo esibire sul palco insieme a Max.

Claudio Cera è stato un episodio che c’è dispiaciuto e appunto abbiamo cercato di recuperare in questa maniera.

Il nuovo studio di Davide Ferrario

Il 10 Febbario 1992 usciva “Hanno ucciso l’uomo ragno”, qualche giorno fa è stato il 25° anniversario degli 883. Secondo te qual è stato il punto di forza di Max in tutti questi anni?

È facile, la cosa forte è il modo di descrivere la realtà che lui ha, come tutti i cantautori fighi.
Max ha un linguaggio di base che è riconoscibile e un quadro di certe cose che ti viene dipinto davanti, molto caratteristico. Con Max non ti puoi sbagliare, paradossalmente se un pezzo di Max lo cantasse un’altra persona si riconoscerebbe comunque il suo stampo, perché ci sono delle formule di linguaggio che ricorrono e che solo lui sa usarle in quel modo lì e solo lui ha quella forza descrittiva.
È quello che ha tenuto generazioni intere attaccate a quello che fa, nessuno ha saputo descrivere cosi bene il Nord Italia e la provincia in quel modo lì.

Per i 25 anni i Fan si aspettavano un qualcosa che celebrasse questo evento, come successo per i 20 anni.

Ogni 5 anni non è possibile fare una celebrazione, io sinceramente non sapevo nemmeno che fossero 25 anni, la cosa è passata così, senza che nessuno dicesse niente quindi io non entro nel merito di cosa vogliano o non vogliano fare.




Hai detto la frase esatta “la cosa è passata così”. 

Non è ancora detto, magari qualcosa salta fuori, ma non lo sto dicendo perché lo so e non voglio dirlo, ma perché non lo so davvero, è una cosa di cui non abbiamo parlato e poi io sono assolutamente fuori da questo tipo di scelte, sono cose che gestiscono Claudio Cecchetto e Pierpa Peroni.

Progetti in arrivo con Max?

Non so magari domani mi chiamano e mi dicono qualcosa, ma al momento non so nulla.

Progetti futuri tuoi?
Sicuramente riuscire ad andare avanti in quello che sto facendo adesso, ho tante produzioni da fare che riguardano gli altri, lavorare in studio e fare tante cose qui.
Quello che riguarda me come Davide Ferrario sostanzialmente non esiste più, nel senso che non ho più intenzione di sviluppare quell’aspetto lì di cantautore, un po’ perché non mi interessa e un po’ perché credo che a 35 anni bisogna avere la consapevolezza di dire “Basta è andata”.
Fare quello che faccio, in questa stanzetta, soddisfa abbastanza il mio lato creativo da non avere bisogno di mettermi a fare altro, in generale non ho dei programmi sto ragionando settimana per settimana, non ho cose a lungo termine.
Ed è proprio quello che cercavo, dopo tanti anni di stare in giro e suonare, quello che potrebbe succedere è che torni a suonare con Franco Battiato…ma non si sa.





Info Admin Mirko

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