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7 Domande che i Fan pongono più spesso a Max Pezzali

7 Domande che i Fan pongono più spesso a Max Pezzali





Qualche tempo fa vi abbiamo parlato delle 6 domande che i fan di Max Pezzali si sono posti almeno una volta. Oggi, invece, vi proponiamo le 7 domande che i fan pongono più spesso al cantante.
Nel corso della propria carriera, si sa, un cantante si trova spesso a dover rispondere a tante domande e curiosità da parte dei propri fan. Nel caso specifico di Max, ci sono alcune domande ricorrenti che i fan gli hanno posto più volte nel corso della sua carriera e per questo, alcuni anni fa, durante un’intervista, Max ha finalmente risposto a queste domande più frequenti (e anche più curiose!).
Per chi se le fosse perse, o per chi ancora si ponesse queste domande, ve le riproponiamo qui di seguito:

1. Le storie che racconti nelle tue canzoni sono successe veramente?
Sì, tutte le mie canzoni sono basate su storie o emozioni vere, che riguardano me in prima persona oppure persone che conosco e frequento, come amici o familiari. Spesso accade che persone intorno a me raccontino un’esperienza o un avvenimento, e questo mi fa venire l’ispirazione per scrivere un testo e quindi raccontare quella storia.

2. Max, mi aiuti a comporre la mia storia d’amore?
Spesso mi viene fatta questa domanda da parte di ragazzi\e che, per riconquistare il proprio partner, chiedono il mio “intervento”. Noi cantanti possiamo solo scrivere e cantare le nostre canzoni, sperando di accompagnare una coppia con le nostre canzoni, ma non possiamo intervenire su questioni così private. Gli amori quando finiscono, finiscono, e ahimè non c’è nessun cantante che possa farli ritornare.




3. Perché hai abbandonato il marchio 883?

883 è un marchio dietro al quale si nascondevano delle persone: io, all’inizio Mauro Repetto, Claudio Cecchetto, Pierpaolo Peroni e Marco Guarnerio. Le sigle possono esserci o non esserci, l’importante è che si abbia qualcosa da dire. Gli 883 sono vivi più che mai, solo che semplicemente non si chiamano più così. Ho preferito raccontarmi con il mio nome perché arrivato ad una certa età pensavo fosse giusto assumermi completamente le responsabilità di quello che dicevo e raccontavo con la mia musica.

4. Perché non vieni mai nella mia città a fare un concerto?

La scelta delle località dove si tengono i concerti non dipende da noi. Non sono io, né il mio team di lavoro a decidere dove andare, ma esiste un meccanismo legato ai promoter locali che acquistano una data in una città piuttosto che in un’altra. Inoltre c’è l’agenzia che cura la compilazione del calendario e poi ci sono anche problemi logistici. Ad esempio, ci sono alcuni palazzetti dello sport che non riescono a contenere le varie attrezzature, le luci, il palco. Dietro l’organizzazione di un tour ci sono delle logiche che quasi mai dipendono dalla nostra volontà, ma in generale si cerca di accontentare un po’ tutte le richieste che arrivano.

5. Perché “Noi parte 2”?

In effetti, non esiste un “Noi parte 1”, però questa canzone l’ho pensata come ipotetico seguito di qualcosa che avevo già scritto in passato. Canzoni come ad esempio “Gli Anni” oppure “La dura legge del goal” potrebbero essere viste come un’introduzione a “Noi parte 2” che rappresenta un po’ il lato oscuro e sconosciuto di queste due canzoni.




6. Quest’anno è l’anno dell’Inter?

Parlare ad un interista di “anno buono” è sempre pericoloso e rischioso. Non so quando vedrete o leggerete questa intervista, perciò se fosse quest’anno, bene. Se così non fosse, non preoccupatevi. L’anno prossimo riguardate questa intervista sperando che sia l’anno buono. Una volta all’anno proviamo a riguardare questa risposta specifica e sicuramente l’anno buono arriverà prima o poi.

7. Perché non metti più “continua” sulla copertina dei tuoi nuovi album?

Io e Mauro Repetto abbiamo cominciato mettendo la scritta “continua” nell’angolo in basso a destra degli album con “Hanno ucciso l’uomo ragno” perché essa rappresenta un classico dei fumetti; crea suspense come se si attendesse un numero successivo. Gli album successivi, poi, hanno continuato a mantenere la scritta perché erano tutti sullo stile “fumetto”, come ad esempio “La donna, il sogno &il grande incubo” oppure “Nord Sud Ovest Est”. Questa tradizione si è conclusa con “Grazie mille”, perché arrivati a quel punto, non avrebbe più avuto senso e si sarebbe trattato solo di superstizione.



Info Coly Guida

Ciao, sono Coly, ho 23 anni, vengo dalla Penisola Sorrentina e sono una studentessa di Scienze della comunicazione. Amo leggere, scrivere, guardare serie tv e ovviamente Max pezzali! Sono appassionata di Max da tutta la vita... avevo 3 anni e In macchina in una "audiocassetta" sentii per la prima volta " una canzone d'amore". Da quel momento non ho più mollato Max nè la sua musica.

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